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lunedì 29 aprile 2013

C'è sempre Speranza

Questo post è l’ideale prosecuzione di quello intitolato tempi di crisi. Avevo espresso il seguente pensiero. Il degrado morale ed etico che permea la società dei paesi economicamente sviluppati è figlio del benessere. E’ solo un caso se le personalità che hanno comunicato i valori più alti dei tempi moderni siano fiorite in ambienti dove si sperimentavano povertà e ingiustizia? Ebbene, gli accadimenti dell’ultimo periodo mi hanno fatto tornare in mente quelle parole. Proprio mentre la nostra società vive un’epoca di profonda crisi economica e morale stanno emergendo persone eccezionali, che speriamo possano indicarci la strada da seguire per uscire da tutta questa sofferenza. Abbiamo eletto il primo ministro immigrato della storia repubblicana, Cecile Kyenge, la quale ha già dichiarato che i suoi sforzi avranno come obbiettivo il riconoscimento della cittadinanza per i tutti i bambini nati in Italia, senza distinzione di razza o provenienza.
La terza carica dello Stato è Laura Boldrini, una vita dedicata al problema dei richiedenti asilo a Lampedusa. Uno fra i pensieri più belli

sabato 30 marzo 2013

L'Industria della Carità

L’Industria della Carità è un libro inchiesta della giornalista Valentina Furlanetto. Esso raccoglie avvenimenti documentati e testimonianze dirette riguardanti gli scheletri che molte organizzazioni umanitarie celano nei propri armadi. Critica pesantemente tutte le forme di raccolta fondi operate da associazioni e organizzazioni, dalla vendita dei fiori nelle piazze al commercio equo, dalle adozioni internazionali al 5 x 1000. E’ un libro che ha alcuni difetti ma a cui bisogna sicuramente riconoscere un pregio: racconta molte cose vere. 
La prima questione sollevata è quella della trasparenza. L’Italia è l’unico paese in cui associazioni e ong non sono obbligate a pubblicare in rete i propri bilanci. L’autrice riporta il seguente esempio: “Nessuno si lascerebbe operare da un medico senza essere certo della sua competenza e senza sapere se le operazioni che ha portato a termine siano andate a buon fine. Nessuno chiede a un chirurgo di commuoversi, ma di essere bravo in sala operatoria. Lo stesso si dovrebbe chiedere ad un operatore umanitario. Invece nel nostro paese si dona senza chiedere conto di nulla, con il rischio