mercoledì 22 giugno 2022

Spruzzi di felicità

"Mi piacerebbe tanto entrare, mi compri un biglietto?”. Gli occhi sgranati di un bambino rom mi fissano supplici. È voltato verso di me ma le mani stringono ancora la recinzione che circonda la piscina. Annuisco, mi sembra un gesto di cortesia molto a buon mercato. E poi non vuole soldi, vuole solo entrare in piscina e giocare con i suoi coetanei. Ci rechiamo insieme fino al bancone della cassa. Chiedo due biglietti, uno per me e uno per il bambino. La cassiera lo guarda e imbarazzata mi risponde “non posso, è una questione un pò complicata”.

Si avvicina la direttrice. Mi spiega, con determinazione e senza compiacimento, che in passato sono avvenuti episodi spiacevoli. Ora gli zingari possono entrare solo se accompagnati da adulti che garantiscano per loro “e non parlo dei genitori”. Ci penso un pò su, poi mi rivolgo al bambino: “io adesso vado a nuotare, tra un’ora torno qui; tu vieni con il costume”. Mi giro verso le due ragazze dietro al bancone: “garantisco io per lui”.

Terminata la mia sessione di nuoto, senza asciugarmi torno all’ingresso della piscina. Ad aspettarmi trovo DUE bambini rom. La cassiera mi lancia un sorriso sincero. Pago i due biglietti e andiamo nello spogliatoio. Tiziano e Zako sono magri, sporchi e puzzolenti. Sono anche belli e sorridenti. Li accompagno alla piscina esterna e ci dirigiamo verso il lato dove l’acqua è più bassa. Non aspettano, come concordato, che li preceda in acqua. Con due balzi scomposti si tuffano lanciando spruzzi di felicità.


 

martedì 14 giugno 2022

Siccità e Carestia nel Corno d'Africa

Nel 2011, la Somalia ha vissuto una devastante carestia che ha ucciso oltre un quarto di milione di persone, metà delle quali bambini di età inferiore ai cinque anni. La comunità internazionale non è riuscita ad agire in tempo, nonostante i ripetuti avvertimenti della crisi imminente.

Poco più di un decennio dopo, i leader mondiali agiscono ancora una volta tardi e in misura insufficiente per scongiurare la carestia catastrofica che si è abbattuta in Africa orientale. 


L'attuale crisi nel Corno d'Africa va avanti da più di due anni. La siccità indotta dal repentino cambiamento climatico si è abbattuta con una crescente intensità negli ultimi dieci anni.

Eppure, la regione è una delle meno responsabili della crisi climatica, emettendo lo 0,1% delle emissioni globali di carbonio.

Quasi la metà del bestiame nell'Africa orientale è morta. Il numero di persone che affrontano la fame estrema in Etiopia, Kenya e Somalia è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, da oltre 10 milioni a oltre 23 milioni di oggi.

Questo lunghissimo periodo di siccità è stato interrotto solamente da brevi precipitazioni di entità estrema, scatenando alluvioni che hanno reso ancor più difficile la vita delle persone senza permettere un utilizzo graduale e prolungato dell’acqua.

In Kenya la siccità ha causato un calo del 70% della produzione agricola e 3,5 milioni di persone affrontano una fame acuta. Il conflitto in Ucraina ha peggiorato ulteriormente la situazione, portando i prezzi dei generi alimentari, già in aumento, al livello più alto mai registrato, rendendo il cibo irraggiungibile per milioni di persone.

Il coordinamento diocesano per Wajir mantiene i riflettori accesi su ciò che accade in questa regione, rimanendo aggiornato in tempo reale dalle realtà caritatevoli locali che sostiene da molto tempo. Nella contea di Wajir, nell’estremo nord-est del paese al confine con la Somalia, vivono quasi 800.000 persone, il 94% delle quali vive in povertà estrema. Da alcune settimane riceviamo notizia di bambini ricoverati negli ospedali in grave stato di malnutrizione. Molti di loro purtroppo non ce l’hanno fatta. Il coordinamento diocesano continua ad aiutare la popolazione di Wajir attraverso azioni a breve e medio termine. Siamo impegnati a far fronte alle necessità contingenti di tanti beneficiari che hanno necessità immediata di cibo ed acqua. Attraverso azioni mirate all’incremento delle produzioni agricole e della capacità di stoccaggio di acqua tentiamo inoltre di aumentare la capacità di adattamento della popolazione alla siccità, che è divenuta ormai una condizione costante nel Corno d’Africa.

associazionevolontaria@gmail.com


Turismo Responsabile a Zanzibar

Zanzibar è un’isola magica situato al largo della Tanzania e facente parte del suo territorio dal 22 aprile 1964. Ridurre Zanzibar a una meta di mare sarebbe molto riduttivo, perché i motivi diinteresse storico e culturale di quest’isola sono davvero troppi per ignorarli! VolontariA propone la visita di questi luoghi all’interno della propria proposta di turismo responsabile scegliendo Nungwi come località privilegiata per il relax, per vivere il mare e come punto di partenza per le varie escursioni. Nungwi è una cittadina a vocazione turistica situata sulla punta nord di Zanzibar. Rispetto a molte altre località ha i vantaggi di non essere troppo soggetta al fenomeno delle maree (sulla costa est il mare letteralmente scompare la mattina!) e di godere di tramonti mozzafiato, che rappresentano momenti davvero indescrivibili. Il pernottamento avviene in bungalow situati proprio sulla spiaggia, semplici ma puliti e confortevoli, l’ideale per vivere senza filtri la vita del luogo e le sue meraviglie della natura. Da Nungwi è possibile dedicarsi a numerose escursioni sull’isola. Di seguito alcune delle attività più significative.


 Atollo di Mnemba

Un’isola paradisiaca circondata da una ricchissima barriera corallina. Si tratta sicuramente di uno dei luoghi più suggestivi di tutto l’arcipelago di Zanzibar. Possibilità di fare snorkeling e pranzo a base di pesce alla griglia. Davanti all’atollo si trova una delle spiagge bianche più grandi e incontaminate che avrete mai visto!

 


Acquario delle tartarughe

A poca distanza dai bungalow a Nungwi si può raggiungere a piedi un acquario naturale tra gli scogli utilizzato da un’associazione locale per riabilitare le tartarughe marine ferite dalle imbarcazioni. Durante la visita è possibile imparare molto a proposito della biologia delle tartarughe marine e di cimentarsi in incontri ravvicinati con quelle presenti nella grande vasca naturale.

Spice Tour

Durante il celebre “tour delle spezie” si possono visitare le antiche farm dell’isola che ancora oggi coltivano una grandissima varietà di piante e spezie, che un tempo resero Zanzibar il principale polo produttivo del mondo. 


 Prison Island

A Prison Island sorge quella che fu la residenza del sultano di Zanzibar. Oggi l’isola è abitata dalle tartarughe giganti delle Seychelles che appartennero ai vecchi dominatori dell’isola. Il mare antistante all’isola, per le sue acque cristalline popolate da una ricca fauna marina, si presta allo snorkeling. 


Stone Town

Stone Town è un’antica città arabo-omanita caratterizzata dalla commistione di razze diverse e religioni orientali, dai vicoli strettissimi e da un’architettura arabeggiante. Si possono visitare diversi monumenti storici, esplorare il caratteristico mercato del pesce e perdersi nello shopping nei negozi di artigianato locale.

Foresta di Jozani

Nella parte centrale dell’isola si trova uno degli ultimi lembi di foresta che un tempo coprivano Zanzibar. A Jozani è possibile vivere l’esperienza di una passeggiata in una foresta tropicale e vedere da vicino i colobi rossi di Zanzibar, primati di grande bellezza che sono seriamente minacciati di estinzione.


Per info: 

responsible.tz@gmail.com 

associazionevolontaria@gmail.com

VolontariA è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale che promuove e sostiene progetti in ambito educativo, agricolo, ambientale in Tanzania, in Kenya e in Madagascar, mediante una collaborazione diretta con organizzazioni e agenzie locali.

lunedì 6 giugno 2022

Desiderio e Paura

C’è una cosa che continuo a chiedermi da quando siamo tornati. Se ho lasciato qualcosa alle persone che ho incontrato…. un sorriso, uno sguardo, un gesto. Se quando ci incontreremo di nuovo si ricorderanno di me. Io, di sicuro, mi ricorderò di loro.

 

Ho collezionato a lungo foto, articoli, proposte di viaggi, racconti, pagine di riviste sull’Africa, sospirando al desiderio di scoprirla, terrorizzata dalla paura di scoprirla! Un controsenso, lo so, fondato sulla consapevolezza che ‘ciò che è stato scoperto, lo è per sempre’. Proprio lì si fondono desiderio e paura, nel momento della scoperta, dove fai i conti con quello che è, non più con quello che avevi pensato. E il rischio è che sia deludente, o ti faccia desiderare di scoprirne ancora un po’...

Di quella piccola parte di Tanzania che ho scoperto me ne sono innamorata e molte cose resteranno con me.

Potrei fare un lungo elenco di sorrisi, sguardi, strette di mano, discorsi di saluto, studenti, strade; colori violenti, alberi, animali ed insetti, strade polverose e vita che ci brulica accanto…  che sono passati dai miei occhi per rimanere nel mio cuore. 

 

Oppure posso fare questo: fare un augurio a chiunque da sempre sogni di partire per l’Africa. Avere la possibilità di fare un viaggio così: auguro la possibilità di tornare a casa da una piccola parte di Africa, disillusi oppure innamorati. Di certo non indifferenti.  

 Tania

sabato 23 aprile 2022

Turismo Responsabile in Tanzania

Cliccare sui link per approfondire i vari argomenti
La Tanzania è uno dei paesi più grandi dell’Africa sub-sahariana, situato appena sotto il corno d’Africa. Questo stato offre la possibilità di ammirare luoghi di straordinaria bellezza, dalle coste affacciate sull’Oceano Indiano all’entroterra ricco di una biodiversità unica, fino ad arrivare ai parchi più belli di tutto il continente.


In viaggio...
Lungo il corso del nostro viaggio conosceremo la costa dove è situata la calda Dar es Salaam. Proseguendo poi nella natura selvaggia fino al parco nazionale Ruaha, godremo la meravigliosa avventura di un safari nel parco più grande dell'Africa, per poi tornare infine sulla costa dove risplende la perla dell’Oceano Indiano: la “speziata” e storica isola dalle spiagge bianche di Zanzibar.

L’esperienza sociale
Nel villaggio di Bomalang’ombe avremo occasione di visitare per alcuni giorni le iniziative realizzate dall’associazione VolontariA o.n.l.u.s., come il progetto di sostegno scolastico e i progetti di sviluppo dell’o.n.g. Cefa. La nostra permanenza nella comunità locale ci permetterà di vivere esperienze di condivisione uniche, e la possibilità di collaborare direttamente alle iniziative visitando le scuole beneficiarie e incontrando gli studenti. Vivremo la Tanzania dalla prospettiva dei tanzaniani, imparando a conoscere la loro cultura ed il loro approccio spensierato alla vita.
 

Promozione del lavoro locale

VolontariA è una organizzazione di volontariato e promuove la visita ai propri progetti in collaborazione con le agenzie viaggio gestite integralmente da personale locale. La direzione tecnica del viaggio è quindi a carico del pertner locale.

 

Programma di viaggio

1° giorno: Italia – Dar Es Salaam
Partenza in mattinata dall’Italia. Arrivo nella notte all’aeroporto di Dar es Salaam. Una volta sbrigate le pratiche per il visto, trasferimento all’ostello CEFA per la notte. L’ostello è un luogo confortevole e frequentato da ospiti provenienti da tutto il mondo.

2° giorno: Dar es Salaam – Iringa 
Trasferimento in auto verso Iringa, una piacevole cittadina situata negli altipiani centrali della Tanzania. Lungo il viaggio si attraverserà il parco del Mikumi, con la possibilità di avvistare animali selvatici direttamente lungo la strada e di attraversare la famosa valle dei baobab. Arrivo in serata ad Iringa e sistemazione presso un confortevole ostello gestito dalla chiesa anglicana.

3° giorno: Iringa-Bomalang’ombe 
Partenza dopo pranzo per Bomalang’ombe. Dopo un piacevole viaggio di due ore su terreno sterrato sistemazione nella casa dei volontari. Nel pomeriggio visita alle attività del progetto. 



4° giorno: Bomalang’ombe
Primo giorno di visita dei progetti di VolontariA. Visiteremo la scuola diMwanzala, costruita grazie all’impegno dell’associazione e dei suoi sostenitori nel corso degli anni. Nel pomeriggio visita alla scuola secondaria di Ipeta, frequentata da molti ragazzi del progetto sostegno a distanza. Rientro a Bomalang’ombe, pernottamento nella casa dei volontari.

5° giorno: Bomalang’ombe
In mattinata visita al centro sociale di Boma, dove alcune artigiane realizzano prodotti di sartoria che VolontariA vende nel corso dei suoi mercatini. Trasferimento presso la scuola di Ilamba, dove conosceremo le suore che la gestiscono e i ragazzi del sostegno a distanza. Rientro a Bomalang’ombe e pernottamento.

6° giorno: Bomalang'ombe
Ultima giornata di visita ai progetti. Pomeriggio di relax e passeggiate tra le abitazioni tradizionali (capanne) e moderne (in mattoni con il tetto in lamiera) alla scoperta delle abitudini e degli stili di vita locali.

7°-8°-9° giorno: Ruaha National Park
Dopo aver fatto colazione e preparato i bagagli trasferimento presso il Ruaha National Park, uno dei parchi più belli di tutta l’Africa. Pranzo al sacco lungo il tragitto e dopo l’ingresso nel primo pomeriggio safari pomeridiano. Tutte le visite all’interno del parco sono rigorosamente guidate e ci sarà la possibilità di vedere tutta la fauna africana. E’ previsto almeno un pranzo in un lussuoso eco-lodge perfettamente inserito nell’ambiente della savana. Cene e pernottamenti in confortevoli bandas lungo il fiume, completamente calati nell’ecosistema africano.  Sabato rientro ad Iringa e pernottamento in hotel.
Colazione in hotel e trasferimento in auto verso Dar es Salaam. Pranzo presso un ristorante tipico nei pressi del Parco Mikumi e visita dello snake park. Nel pomeriggio arrivo a Dar es Salaam e sistemazione nell’ostello del CEFA. Cena in un ristorante tipico.


10° giorno: Iringa-dar es Salaam
Trasferimento con mezzo privato a dar es Salaam. Cena e pernottamento all'ostello CEFA.
 
11° giorno: Dar es Salaam - Zanzibar 
Trasferimento in traghetto sull’isola di Zanzibar. All’arrivo sarà presente un trasporto prenotato per il trasporto verso Nungwi, villaggio di pescatori situato sulla punta nord dell’isola. Nungwi è un tranquillo paesino nel nord dell’isola, le spiagge bianche, il mare cristallino e la barriera corallina ne fanno uno dei luoghi migliori per godersi il mare. Nel corso della giornata sarà possibile godersi una piacevole passeggiata sulla spiaggia e visitare un acquario naturale tra gli scogli utilizzato da un’associazione locale per riabilitare le tartarughe marine ferite dalle imbarcazioni. Pernottamento in bungalows sulla spiaggia.  


12° giorno: Nungwi 
Altra giornata di mare. E’ prevista in mattinata la visita, utilizzando i caratteristici “dhow”, le imbarcazioni zanzibarine, dell’Atollo di Mnemba, autentico gioiello marino in stile polinesiano. Pranzo sulla spiaggia con pesce grigliato e nel primo pomeriggio rientro in barca verso Nungwi. Pernottamento in bungalows sulla spiaggia.
 
13° giorno: Nungwi 
Altra giornata di mare. E’ prevista in mattinata la visita, utilizzando i caratteristici “dhow”, le imbarcazioni zanzibarine, dell’Atollo di Mnemba, autentico gioiello marino in stile polinesiano. Pranzo sulla spiaggia con pesce grigliato e nel primo pomeriggio rientro in barca verso Nungwi. Pernottamento in bungalows sulla spiaggia.

14° giorno: Nungwi e Dar es Salaam
Dopo una mattinata di relax sulla spiaggia trasferimento a Stone Town per il traghetto di ritorno verso Dar. Pernottamento presso l’ostello del CEFA.

15° giorno: Dar es salaam – aeroporto 
Giornata interamente dedicata all’acquisto dei souvenir e visita nel pomeriggio ai due principali centri dell’artigianato della capitale, e cioè il mercatino di Mwenge e la cooperativa di produzione dei Tingatinga, i caratteristici quadri tanzaniani. Trasferimento dopo cena in aeroporto e attesa del volo di ritorno.

16° giorno: Dar es Salaam - Italia 
Arrivo nel pomeriggio all’aeroporto di Malpensa.

Il programma di viaggio è indicativo ed è personalizzabile

Per info: 
responsible.tz@gmail.com 
associazionevolontaria@gmail.com
 
VolontariA è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale che promuove e sostiene progetti in ambito educativo, agricolo, ambientale in Tanzania, in Kenya e in Madagascar, mediante una collaborazione diretta con organizzazioni e gruppi locali.

martedì 19 aprile 2022

Turismo Responsabile in Madagascar

Il Madagascar è la quarta isola più grande del mondo. Si trova al largo della costa orientale dell’Africa, da cui si è staccato circa 140 milioni di anni fa. Questo isolamento ha creato le condizioni perché la natura seguisse un percorso evolutivo completamente unico e diverso da ogni luogo sul pianeta. Questo viaggio è innanzitutto l’occasione per scoprire le meraviglie nascoste nelle foreste e nelle acque del Madagascar, ma anche un’esperienza di incontro e scambio culturale con una delle popolazioni più variopinte di tutto il mondo.

 

In viaggio

Lungo il viaggio incontreremo le popolazioni degli altipiani occidentali del Madagascar e ci faremo conquistare dalle loro danze, dai loro canti. Il viaggio proseguirà poi alla scoperta delle foreste primarie centro-orientali, della riserva Peyreiras e soprattutto della foresta pluviale di Andasibe. L’esplorazione proseguirà poi verso la costa alla conquista dell’Ile St.Marie, dove potremo avvistare le maestose balene megattere e assistere alle loro spettacolari esibizioni fuori dall’acqua.

L’esperienza sociale

I villaggi intorno alla città di Tsiroanomandidy sono il teatro del progetto “La Scuola di Paolo”, un progetto educativo promosso da VolontariA onlus e dai suoi partner. L’incontro con i gruppi e le popolazioni locali sono la gemma più preziosa di questo viaggio: la gioia e l’accoglienza di questa gente saprà conquistare tutti e non si potrà fare altro che rimanere per sempre legati a questa terra. 

Promozione del lavoro locale

VolontariA è una organizzazione di volontariato e promuove la visita ai propri progetti in collaborazione con le agenzie viaggio gestite integralmente da personale locale. La direzione tecnica del viaggio è quindi a carico del pertner locale.

Programma di viaggio “classico”

Giorno 1

Partenza dall’Italia. Visto in aeroporto e trasferimento in hotel.

Giorno 2

Trasferimento a Tsiroanomandidy (Tsiro per gli amici) con un veicolo privato. Per il pranzo sosta presso il geyser di Analavory. Arrivo dopo circa 3 ore di viaggio. Sistemazione presso l’alloggio messo a disposizione dalla diocesi e pomeriggio libero.


Giorno
3

Visita al progetto “La Scuola di Paolo” presso il villaggio rurale di Miandrarivo. Spiegazione della nascita e sviluppo di questo progetto e momenti di gioco e di festa insieme ai bambini della scuola. Pranzo presso la casa delle suore che gestiscono la struttura. Nel pomeriggio visita dell’acquedotto costruito nel villaggio e spiegazione della gestione comunitaria di questa risorsa. In serata rientro a Tsiroanomandidy.

Giorno 4

Trasferimento verso il villaggio di Maritampona. Visita al villaggio di Maritampona e del progetto ancora una volta incentrato sulla costruzione di una scuola (“Scuola Maria Gemma”) e sulla realizzazione di 40 pozzi tradizionali scavati a mano. Rientro a Tsiro, pranzo e pomeriggio libero.

Giorno 5

Giornata che verrà trascorsa a Tsiroanomandidy. Visita di alcune realtà solidali come la Scuola
Arcanciel per bambini diversamente abili
e il progetto “Vahatra”, progetto diocesano di sviluppo rurale. Incontro con l’animatore e di alcune associazioni locali nate grazie al progetto. Visita del laboratorio artigianale per la lavorazione del Vetiver e possibilità di acquistare oggetti artigianali in vetiver. Visita al mercato e della cittadina in generale. Pranzo in ristorantino tipico. Pomeriggio libero.

Giorno 6

Trasferimento Tsiroanomandidy-Andasibe (circa 6 ore di viaggio). Al mattino partenza con veicolo privato da Tsiro. Sosta al “MadagascarExotique”- Riserva Peyreras con la possibilità di vedere camaleonti, anfibi e farfalle autoctoni. Arrivo ad Andasibe nel tardo pomeriggio. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Giorno 7

Mattinata interamente dedicata alla visita e al trekking all’interno del parco nazionale di Andasibe-Mantadia. Nel pomeriggio visita della riserva privata di Vakona, dove sarà possibile stabilire un contatto ravvicinato con diverse specie di lemuri.

Giorno 8

In mattinata partenza per Tamatave ed arrivo nel pomeriggio. Sistemazione in confortevoli bungalows vicino al mare.

Giorno 9

Partenza di buon mattino in minibus per Soanierana Ivongo, quindi imbarco sul battello per Ambodifotatra, il capoluogo di Ile Saint Marie. Giunti sull’Ile St Marie, pranzo e trasferimento immediato in auto e poi in piroga verso il paradiso tropicale dell’Ile Aux Nattes. Sistemazione presso favolosi bungalows posti lungo la bianca spiaggia corallina. Pomeriggio libero a disposizione. Cena e pernottamento.

Giorno 10

Giornata a disposizione per godere delle bellezze di Ile Saint Marie e Ile Aux Nattes e rilassarsi sulle bianche spiagge coralline.

Giorno 11

Altra giornata dedicata al relax sulla spiaggia e all’esplorazione libera di questi fantastici luoghi.

Giorno 12

In mattinata trasferimento in piroga presso un altro hotel situato su Ile St. Marie, sistemazione dei bagagli e partenza per l’escursione in barca per avvistamento delle balene (megattere per la precisione) organizzata in collaborazione all’associazione ecologista Cetamada, che promuove lo studio e la salvaguardia di questi splendidi animali in tutto il Madagascar. Al rientro pranzo e pomeriggio di relax.

Giorno 13

Partenza di buon mattino in battello per Soanierana Ivongo e quindi in bus per Tamatave. Pomeriggio a disposizione. Cena e pernottamento.

Giorno 14

Rientro a Tanà utilizzando un mezzo privato. Arrivo dopo circa 7 ore di viaggio. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Giorno 15

Giornata dedicata alla visita della città e dei mercatini di artigianato tipico. Partenza nel pomeriggio in aereo per il rientro in Italia.

Giorno 16

Arrivo in Italia.

 

Il programma di viaggio è indicativo ed è personalizzabile

Per info: 

responsable.md@hotmail.com 

associazionevolontaria@gmail.com


giovedì 31 marzo 2022

Viaggio in Tanzania (13-24 maggio 2022)

 

Cliccare sui link per approfondire i vari argomenti

Venerdì 13 maggio

Partenza da Bologna alle 6.00. Arrivo a Dar es Salaam alle 22.00.

Trasferimento in hotel e pernottamento

Sabato 14 maggio

Trasferimento con mezzo privato verso Iringa, una piacevole cittadina situata negli altipiani centrali della Tanzania. Lungo il viaggio si attraverserà il parco di Mikumi, con la possibilità di avvistare animali selvatici direttamente lungo la strada e di attraversare la famosa valle dei baobab. Arrivo in serata ad Iringa e sistemazione presso un confortevole ostello.

Domenica 15 maggio

Trasferimento presso il villaggio di Bomalang’ombe. Trattandosi di giorno festivo, sarà possibile prendere parte alla tradizionale messa del villaggio, una occasione di condivisione di un momento della vita della comunità locale, allegro e colorato come in Europa non siamo abituati. Pomeriggio di riposo. Pernottamento presso la casa dei volontari.

Lunedì 16 maggio

Primo giorno di visita dei progetti di VolontariA. Visiteremo la scuola diMwanzala, costruita grazie all’impegno dell’associazione e dei suoi sostenitori nel corso degli anni. Nel pomeriggio visita alla scuola secondaria di Ipeta, frequentata da molti ragazzi del progetto sostegno a distanza.

Rientro a Bomalang’ombe, pernottamento nella casa dei volontari.

Martedì 17 maggio

In mattinata visita al centro sociale di Boma, dove alcune artigiane realizzano prodotti di sartoria che VolontariA vende nel corso dei suoi mercatini. Trasferimento presso la scuola di Ilamba, dove conosceremo le suore che la gestiscono e i ragazzi del sostegno a distanza. Rientro a Bomalang’ombe e pernottamento.

Mercoledì 18 maggio

Trasferimento ad Iringa e visita al pittoresco mercato cittadino. Dopo pranzo è prevista la visita al suggestivo sito archeologico di Isimila, a pochi chilometri di distanza da Iringa. Gli enormi pinnacoli di roccia rossa e i siti del ritrovamento dei manufatti preistorici sono le due attrazioni principali di questo luogo. Trasferimento in hotel.

Giovedì-Sabato 19-21 maggio

Dopo aver fatto colazione e preparato i bagagli trasferimento presso il Ruaha National Park, uno dei parchi più belli di tutta l’Africa. Pranzo al sacco lungo il tragitto e dopo l’ingresso nel primo pomeriggio safari pomeridiano. Tutte le visite all’interno del parco sono rigorosamente guidate e ci sarà la possibilità di vedere tutta la fauna africana. E’ previsto almeno un pranzo in un lussuoso eco-lodge perfettamente inserito nell’ambiente della savana. Cene e pernottamenti in confortevoli bandas lungo il fiume, completamente calati nell’ecosistema africano.  Sabato rientro ad Iringa e pernottamento in hotel.

Domenica 22 maggio

Trasferimento con mezzo privato Iringa – Dar es Salaam che occuperà l’intera giornata.

Lunedì 23 maggio

Dopo la colazione servita in ostello, avendo tutta la giornata a disposizione, sarà possibile ancora una volta recarsi a visitare la meravigliosa Isola corallina di Mbudya e rilassarsi sulle sue spiagge bianche mangiando il pesce appena pescato dai pescatori. Rientro nel pomeriggio e dopo cena trasferimento in aeroporto. Partenza con volo delle 23.00.

Martedi 24 maggio

Arrivo a Bologna alle 13.10


Organizzazione tecnica del viaggio ad opera di Africa Miles Safari

Per info: responsible.tz@gmail.com

lunedì 13 luglio 2020

Life is a Circle

Quando ero al liceo la professoressa di italiano ci mostrò un film che mi colpì molto, tanto da diventare poi uno dei miei film preferiti. Il film, prodotto e in gran parte girato in Macedonia, si intitola "Prima della Pioggia" e vinse il leone d'oro a Venezia nel 1994. Gli eventi che compongono il film sono suddivisi in tre capitoli che si svolgono tra Londra ed i Balcani. Il film ha toni drammatici e racconta vicende legate al conflitto etnico che ha incendiato la ex-Jugoslavia negli anni novanta. Ciò che colpisce lo spettatore attento è che all'interno di ogni episodio sono contenuti dettagli o avvenimenti che precedono e allo stesso tempo succedono gli altri episodi. In questo modo è impossibile costruire una successione lineare degli eventi. Il regista inserisce ad un certo punto del film un "aiuto" rivolto allo spettatore disorientato. È un graffito su un muro che riporta questa scritta: "life is a circle". In effetti i tre episodi sono legati fra loro secondo uno schema circolare e non lineare. Ogni episodio è successivo e precedente agli altri.
Penso spesso a quel film. Alle tragiche vicende raccontate, che in qualche modo ho vissuto durante il servizio in Kosovo, ma soprattutto al messaggio subliminale del regista: "life is a circle".
Tante volte nella vita mi è capitato di ritrovarmi in situazioni già vissute, interpretando un ruolo diverso. Di incontrare persone per le quali si è stati solo comparse nel passato, e di ritrovarmi improvvisamente protagonista della loro vita. Di abbandonare un luogo perché vissuto come opprimente, e poi sceglierlo per affondare le proprie radici.
Porto al collo da qualche anno la sezione di una conchiglia. Il disegno che porta mi ha sempre affascinato. Sembra una spirale, oppure un cerchio che si sviluppa dentro se stesso, all'infinito.
Qualcuno mi ha chiesto cosa significasse e perché fosse importante per me. Ora l'ho capito: "life is a circle".
M. L.

martedì 16 giugno 2020

Lo Spirito dell'Albero

Un tempo l’uomo comunicava con gli alberi e da quel dialogo tutta la vita sulla Terra traeva beneficio.
La tradizione mistica ebraica della Cabala rappresenta il ponte tra il paradiso e la Terra con un albero rovesciato. Tra le festività ebraiche esiste il Capodanno degli alberi. Uno dei fondamenti dello Stato di Israele è il piantare alberi.
Gli antichi testi indù (Upanishad) spingono alla venerazione del baniano (Ficus bengalensis) che, con le radici in cielo e la chioma sulla terra, è la manifestazione di Brahma nell’universo.
Al centro della religione zoroastriana ci sono due alberi: l’albero della vita, i cui frutti donano la vita eterna a chi se ne cibi, e l’albero taumaturgico, che dona guarigione e benessere.
Gli antichi egizi credevano che un grande sicomoro mettesse in contatto i mondi della vita e della morte, e che un grande albero formasse un arco sopra la Terra contenendo tutto il cielo.
Nella mitologia scandinava, il frassino Yggdrasil affonda le proprie radici sottoterra e i suoi rami sostengono la casa degli dei.
Gli antichi greci dedicavano l’alloro, l’ulivo, il mirto, l’edera ad Apollo, il cipresso ad Ade, la quercia a Zeus. Nella tradizione greca il ramo di ulivo è associato alla pace, la corona di alloro alla vittoria sportiva. L’accademia di Platone era situata in un bosco dedicato ad Atena, la dea della saggezza.
I romani associavano il mirto a Venere e Nettuno.
Le tribù germaniche veneravano la quercia e l’abete rosso.
Le tradizioni celtiche precristiane onoravano le foreste sacre.
La civiltà maya venerava il ceiba, chiamato yaxché, che consideravano l’albero della vita e il sostegno del cielo.

Gli shintoisti credono che la cura dei bonsai generi una disposizione d’animo religiosa.
Gli shona dello Zimbabwe ritengono che gli spiriti ancestrali vivano nel prugno mobola.
Gli yoruba dell’Africa occidentale attribuiscono all’iroko, al cotone, al sandalo ed al baobab la dimora di altrettante divinità.
Tra i kikuyu del Kenya, il passaggio allo stato di anziano, di custode della saggezza e protettore dello stile di vita della comunità, viene sancito in un rito attraverso la consegna di un ramo dell’albero di mugumu.
I tuareg dell’Africa settentrionale credono che la Maerua crassifolia sia la dimora degli spiriti.
Nel Corano gli alberi sono citati come un dono di Dio, così come tutta la Natura è espressione di Allah.
Il vecchio ed il nuovo testamento sono pieni di riferimenti agli alberi: un rametto di ulivo portato da una colomba è il simbolo della pace tra Dio e Noè. Giosuè onorava Jahvè sotto una quercia, Abramo piantò le tende all’interno di un bosco sacro a Sichem, Ebron e Bersabea per essere più vicino a Dio. Il profeta Ezechiele immagina Dio come una pianta che produce acqua dalle sue radici, Geremia ed Osea paragonano Israele ad un albero. Le foglie di palma vengono stese sul cammino di Gesù quando entra a Gerusalemme. Il cipresso, il mirto e l’ulivo simboleggiano alcuni aspetti della Vergine Maria. Gesù si ritira a pregare, la notte prima dell’arresto, tra gli ulivi del Getsemani. Nella Bibbia sono citate ben 21 specie di alberi.
Difficile comunicare con qualcuno che non si conosce: nella lingua degli indios waiwai dell’Amazzonia la parola “albero” non esiste perché essi chiamano ogni albero con il suo nome.
Le colonne dei templi greci, egiziani, romani e delle chiese cristiane, rappresentano i fusti degli alberi, e lo spazio all’interno del colonnato una fresca radura nella foresta.
I buddisti credono che Buddha sia nato sotto un sal (Shorea robusta), abbia sperimentato la prima volta lo stato di meditazione profonda sotto una melarosa, abbia ricevuto l’illuminazione sotto un baniano.
Questa convergenza tra così tante religioni e culture nell’attribuire un valore mistico agli alberi dimostra quanto sia innato e radicato il legame tra lo spirito dell’uomo e quello dell’albero. Inconsapevolmente l’uomo sa che dalla salute degli alberi e della natura dipende la propria. L’uomo moderno semplicemente ha dimenticato questo legame. Scrive Sebastiao Salgado “a forza di allontanarci dalla natura per via dell’urbanizzazione siamo diventati animali molto complicati e diventando estranei al pianeta, diventiamo estranei a noi stessi”. Quello che l’uomo dovrebbe fare per salvare sé stesso è ripristinare la connessione perduta. Poi il resto arriverà da sé, naturalmente.
Ho tratto alcune parti del testo dal libro “La Religione della Terra”, scritto dal premio nobel per la pace Wangari Maathai. La foto è stata scattata da Araquem Alcantara e ritrae un albero di Ceiba nell’Amazzonia brasiliana.

ML

Umiltà e Responsabilità

La nostra specie dovrebbe usare maggiore umiltà e prudenza nel trattare le malattie. Verbi come “vinceremo” o “sconfiggeremo” sono del tutto fuori luogo. Nel corso della storia infatti siamo stati capaci di debellare solo due malattie, il vaiolo e la peste bovina. Tutte le altre, incluse quelle per le quali esistono vaccini, sono ancora in giro per il mondo.
I governi dovrebbero imparare a comportarsi in maniera coordinata e condivisa. E’ ormai sotto gli occhi di tutti che siamo sulla stessa barca, e che ciò che accade là ha degli effetti anche qua, e viceversa. A chi di noi fosse tentato di rivolgere la propria rabbia repressa nei confronti della Cina (la quale non è certamente immune da colpe), racconto poi un piccolo aneddoto legato alla peste bovina che vede proprio noi italiani protagonisti del disastro.
Il virus della peste bovina venne introdotto nel 1887 in Africa da coloni italiani, i quali importarono animali infetti in Eritrea. Fu come gettare un cerino acceso in un pagliaio. La malattia si diffuse in Africa orientale e australe, provocando nel 1890 un’epidemia devastante tra gli animali domestici e selvatici. Il virus sterminò più di 5,2 milioni di bovini a sud del Zambesi. Fece strage tra pecore e capre, e decimò le popolazioni selvatiche di bufali, giraffe e gnu. La carestia che ne seguì causò la morte di un terzo della popolazione umana in Etiopia e di due terzi dei Maasai in Tanzania.
Per quegli eventi nessuno prese mai in considerazione alcun risarcimento né scuse, quindi tranquilli, siamo a posto così.

ML