lunedì 23 settembre 2013

Con Chi la Pace non l'ha mai Conosciuta

Nella settimana di avvicinamento ad un grande evento di Pace come la Marcia della Pace della Romagna e mentre è in corso un immane atto di violenza, l’attacco dei terroristi Shaabab ad un centro commerciale di Nairobi, non riesco a non pensare a chi ogni giorno della propria vita desidera ardentemente l’uno e si trova costantemente a vivere l’altro.
Nella nostra società parlare di Pace in molti casi significa dissertare di argomenti astratti e filosofici, mentre al mondo ci sono persone per cui questo valore ha un significato ben preciso e concreto. E in questo senso nei nostri cuori la popolazione di Wajir occupa senz’altro il primo posto. Un popolo duro che si è scelto leggi severe e che vive in un ambiente ostile. Un popolo che a causa dei conflitti è ancora costretto a fronteggiare i nemici atavici dell’umanità: la fame, la carestia, l’analfabetismo e la malattia.
I conflitti interclanici che da sempre martirizzano le genti somale
non riconoscono confini nazionali, e scuotono il nord del Kenya così come la Somalia. Regolarmente capanne vengono date alle fiamme, nemici vengono assassinati e villaggi vengono devastati. Ad aggravare la situazione è intervenuto poi il terrorismo internazionale per il quale i bianchi sono tutti potenziali ostaggi tramite cui finanziare il proprio fanatismo.
In questo micidiale intreccio di violenza e instabilità a pagarne le conseguenze sono soprattutto i deboli e gli inermi che vivono in quella regione. Gli operatori umanitari, che da decenni provvedono a fornire servizi essenziali per la popolazione, sono costretti alla fuga e gli aiuti che hanno sempre garantito si stanno via via affievolendo.
La situazione si è talmente cronicizzata che in pochi ricordano quale sia il significato della Pace. La guerra e la violenza sono lo sfondo della vita di questa gente, che si sta abituando a lottare per la sopravvivenza senza anelare a qualcosa di più, a quel qualcosa che dovrebbe essere proprio di ogni esistenza umana.
E’ solo grazie all’opera di ostinati volontari e religiosi che VolontariA può proseguire il suo aiuto. Sono diversi anni che non riusciamo a visitare quei luoghi. Sarebbe troppo pericoloso aggirarsi per Wajir senza una scorta armata, ma crediamo che operatori di Pace non possano viaggiare vicino alle armi. Siamo costretti ad “accontentarci” di rendiconti economici, relazioni mensili e materiale fotografico, ma anche in assenza di un’esperienza diretta non possiamo sospendere il nostro contributo economico. Non possiamo privare del nostro sostegno gli amici che ogni giorno lavorano in condizioni di grave pericolo e tra mille difficoltà. Se loro non si lasciano intimidire non possiamo certo essere noi quelli che si scoraggiano.
Quando Domenica marceremo per la Pace loro saranno al nostro fianco per affermare che non abbiamo paura e che la Pace è un valore per cui siamo disposti a lottare.

1 commento:

John Kingori ha detto...

God bless all who thinks and supports people of wajir Kenya.
thanks Volontaria Onlus for our generous support to day care centre for grannies wajir kenya