domenica 16 agosto 2009

Il Rifugio Sassello

Il Rifugio Sassello (N 43°54'38.0"; E 11°42'24.3") è un luogo fuori dal tempo e dall'incredibile fascino che si trova all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

La gestione di questo rifugio è affidata alla Comunità Montana della Montagna Fiorentina, ma i veri protagonisti della sua storia straordinaria sono gli escursionisti, che vi hanno libero accesso e che vi possono trovare tutto l'essenziale. Il principio basilare a cui attenersi quando si visita il Sassello è che bisogna lasciarlo sempre un po’ meglio di come lo si è trovato. Se si utilizzano delle provviste, è bene sostituirle con le proprie. Si può sempre rifornire la legnaia, pulire le pentole che vengono utilizzate e portare via i propri rifiuti ma anche quelli che dovessero essere stati abbandonati da precedenti visitatori poco civili. Ciò che veramente colpisce di questo rifugio è che è un'oasi di pace e tranquillità accessibile a tutti, completamente gratuita ed attrezzata di tutto punto. Pentole, stoviglie, provviste, fiammiferi, legna, coperte, materassini e addirittura chitarre ed una sdraio.


Tutti quelli che lo visitano rimangono colpiti da questo microcosmo di civiltà circondato da una natura grandiosa; molti ragazzi sono diventati dei veri e propri volontari del Sassello, provvedendo alle piccole manutenzioni necessarie ed a mantenerlo sempre in ordine.

Il Rifugio è un ambiente unico separato da un soppalco in legno che divide un piano superiore per la notte da un piano terra destinato a cucina e sala da pranzo. All'interno non ci sono servizi igienici (per quelli c'è il bosco) né acqua. Per quasi tutto l'anno a poche decine di metri sul sentiero principale c'è una fonte di acqua freschissima che si può bere, adoperare per cucinare e per lavarsi. Durante i mesi caldi questa fonte può essere secca, ma c'è un altro punto dove rifornirsi al limitare della foresta che si trova sopra il rifugio oppure a poca distanza presso una vasca di abbeverata per i bovini al pascolo (N 43°54'45.8" E 11°42'16.3").


Il cuore del Sassello è il suo caminetto: qui si cucinano la carne e la polenta, si arrostisce il pane, alla sua luce si trascorrono le serate ed il suo crepitare è l'unico suono che interrompe il silenzio assoluto che domina la notte.

All'interno del Rifugio c'è un quaderno dove tutti coloro che passano annotano impressioni e commenti; dalle date riportate si evince facilmente che il Sassello è tutt'altro che un luogo molto frequentato!

Il panorama è stupendo: la foresta di faggi ed altre latifoglie ricopre completamente le valli che si intersecano a formare un paesaggio maestoso ed incontaminato. Questa foresta millenaria è una delle foreste primarie più grandi d'Europa e si estende a cavallo tra la Romagna e la Toscana. Trascorrere un weekend al Sassello consente di astrarsi dalla frenetica vita quotidiana calandosi nel lento ritmo della natura e delle stagioni, avvistando animali selvatici e partecipando del costante mutare dei colori della foresta. Questo luogo trasmette una serenità incredibile, e non sorprende che in queste zone si trovino due centri della spiritualità medievale come l'Eremo di Camaldoli ed il Santurio della Verna.


Per raggiungerlo a piedi ci sono diverse possibilità. Si può lasciare l'auto al valico dei Tre Faggi, un passo ben segnalato a circa 45 minuti di macchina da Predappio e 30 minuti da Premilcuore lungo la strada che porta a Firenze.

Dal valico dei Tre Faggi partono due sentieri. Il primo, sulla sinistra, si inoltra all'interno della foresta ed è da percorrere per circa mezz'ora fino all'imbocco di una scorciatoia (N 43°55'38.0"; E 11°41'42.7") che scende a destra dritta per dritta ed attraversa alcuni pascoli. La scorciatoia termina vicino ad una stalla e su una strada carrabile da prendere verso sinistra (a destra si torna ai Tre Faggi) e che porta fino al Sassello. Questa via è consigliata per l'andata, dato che è più breve ed il tratto ripido attraverso i pascoli è in discesa.

La seconda possibilità è quella di imboccare al parcheggio la strada carrabile sulla destra e percorrerla per circa 20-25 minuti fino ad incontrare, sulla sinistra, un'altra strada carrabile chiusa da una sbarra di metallo. Questa strada porta direttamente al Sassello ed è la stessa su cui termina la scorciatoia attraverso i pascoli. Questa seconda opzione è più lunga ma affronta dislivelli più graduali, per cui è consigliata per il ritorno. Si può considerare un tempo di percorrenza medio di circa due ore.


Per ulteriori informazioni:

http://www.parcoforestecasentinesi.it/

http://www.sentierinatura-forestecasentinesi.it


M.L.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Un posto magico.
Descrizione precisa e giustamente entusiasta,speriamo rimanga così a lungo.
ciaOCIAO

Anonimo ha detto...

Purtroppo ogni tanto qualche maleducato passa anche da qua. Domenica scorsa abbiamo trovato una ventina di bottiglie di vino vuote. Pesa così tanto la bottiglia vuota da riportare a casa?!?
Come al solito mi sono caricato lo zaino con i rifiuti miei e di altri ingoti ignoranti....
Giovanni

Anonimo ha detto...

Mi fa male leggere che qualche furbino/cretino lasci 20 bottiglie vuote a Sassello. Conosco bene Sassello e lo frequento solitamente un paio di volte all'anno (l'ultima volta in uno splendido mercoledì soleggiato nel novembre scorso)ed ogni volta che torno ho paura di trovare brutte sorprese, ma per fortuna, grazie anche ai volontari (fortunatamente più numerosi dei cretini!) ho sempre vissuto la magia del tutto e spero di riviverla anche al mio prossimo ritorno primaverile (anche se sicuramente avrò sempre quel velo di paura, avendo anch'io a mia volta dovuto riportare a valle immondizie altrui, nonostante nulla di gravissimo, per ora...)

la vale ha detto...

Bellissimo posto...ci sono stata un mesetto fa con il mio moroso...si, un posto magico, per rilassarsi in mezzo alla natura...

tam ha detto...

Sono appena rientrata dal Sassello:luogo meraviglioso immerso nel verde.All'interno un caldo focherello ci ha accolti per uno splendido pranzo,qualcuno ha dormito lì stanotte,beato lui!!Ora ci abita anche un topo..pure lui ha diritto di accoglienza come noi

Anonimo ha detto...

Purtroppo il bivacco è peggiorato. Ci sono i topi e il camino ha una brutta crepa che speriamo non crolli tutto!
Trovata quasi niente legna, conviene portarsi sega per farla.

maurizio ha detto...

Ci sono stato i primi di luglio 2014 . era la prima volta , quindi non so in che condizioni fosse all' inizio. c' è tutto il necessario . sicuramente non ci dormirei , c' è troppa puzza di fumo. all' esterno l' erba è alta . avrebbe bisogno di una ripulita generale .

Maurizio ha detto...

Ci siamo stati nello scorso weekend.Il posto è molto frequentato,in ogni stagione,come si evince anche dal libro delle testimonianze e noi abbiamo trovato compagnia,anche la notte.È stato bellissimo, in un clima di burrasca ventosa e piovosa. Un sentito grazie ai volontari che provvedono alla manutenzione della struttura e alla fornitura della legna grossa per il camino. Purtroppo il peso degli anni pesa sulla struttura e sulle suppellettili. Inoltre molti frequentatori non hanno la "cultura del bivacco" e finiscono per creare danni che poi tutti devono subire, ahimè."Portatevi l'indispensabile, riportate giù TUTTI i rifiuti e lasciate pulito,per favore, altrimenti state a casa vostra.La puzza di fumo è dovuta al fatto che il camino non tira bene e c'è qualche crepa nella canna fumaria che andrebbe stuccata. Il problema si accentua quando fuori c'è burrasca di vento.
...forse una girella aspirante alla sommità del camino aiuterebbe, come è stato fatto al bivacco del "Pinone".
Mi auguro che il buon senso dei frequentatori prevalga, e che si possa ancora godere di questo posto da favola, e sperando che, per l'incuria di qualche cafone, la struttura non venga chiusa.
18 novembre 2014