giovedì 23 agosto 2018

Camina! Camina ! Camina !

23-08-18

C'era uno spiazzo enorme con una recinzione in ferro e cemento. Ovunque stavano mandrie di zebù. Neri, marroni, bianchi, pezzati. Alcuni avevano delle corna veramente imponenti. Quando si allontanavano dal loro gruppo, venivano colpite con fruste e bastoni.
Le persone erano ancora di più degli zebù, Tutti a comprare o vendere. Giovedì a Tsiroanomandidy è la giornata del mercato degli zebù.
Ho fatto delle gran foto, ne sono contento. Un forte ringraziamento va al mitico Salgado.
Una donna insisteva per salutarmi: uno, due, tre, quattro baci... non la finiva più. Poi mi ha annusato la mano. Un vecchio poco lontano mi fece capire che quella donna era ubriaca.
Per strada ci siamo fermati a fare merenda con i Mufukasi. In realtà non ricordo come si chiamino esattamente. Comunque sono delle polpette di riso fritte, molto dolci, una specie di pancake. Li adoro.

Suore Marie ci ha fatto una sorpresa: ci ha portati sul tetto della cattedrale. Dopo una lunga e stretta
strada a chiocciola, abbiamo visto gran parte del centro della città dall'alto.
Per pranzo siamo andati alla locanda del fratello di Suor Marie. Lì Anna ha trovato una vecchia chitarra nera. Marie non smetteva un attimo di ridere tra un Romagna Mia e un Fratelli D'Italia...

Dopo una lunga passeggiata a piedi siamo arrivati in una specie di infermeria: una clinica in cui, per qualche settimana all'anno, una dottoressa viene dalla Spagna per visitare gratuitamente.
Ma la cosa che mi è rimasta maggiormente impressa nella mente è stata una enorme scritta al fianco della finestra: "Scouts et Guides". Nel 2014 un gruppo di scout francesi hanno imbiancato e dipinto le pareti della clinica. La stessa cosa che abbiamo fatto noi anno scorso a Boma.
Sulla strada di ritorno non potevo fare a meno di canticchiare "Insieme". Ho anche cercato di spiegare a Suor Marie cosa facessero gli scout. Credo che abbiamo capito solo "Scout camina tanto con zaini pesanti!".
Per tutta la sera mi ha preso in giro: "Camina! Camina!"

Il caso ha voluto che oggi pomeriggio Maria mi avesse chiesto quale fosse, secondo me, il significato di essere Rover. Non è una domanda facile. Ho pensato soprattutto all'Africa e questa è la mia risposta:
"Siamo tanti al mondo e siamo tutti diversi. In questo dobbiamo trovare la forza per aiutare gli altri: essere Rover e Scolte significa servire i più deboli e camminare insieme a loro."
ROBERTO

4 commenti:

Tra le Nuvole e il Deserto ha detto...

Mufu Gasi = pane malgascio

Mario Nappo ha detto...

Ciao Roby, bella descrizione, sembra di leggere un libro d'avventura, in più contemporaneamente alla sua realizzazione!!! Bravo Roby portami ancora in giro in questi luoghi cosi lontani.....

Cristina Cris ha detto...

Grande Robbè!!! I tuoi racconti ci lasciano tutte le volte senza fiato. <3

Anonimo ha detto...

Fare del proprio meglio per essere pronti a servire�� Chiara