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lunedì 29 dicembre 2014

Il Bioparco di Roma

Il Bioparco è il giardino zoologico della capitale. Situato all’interno di Villa Borghese è ampio ben 17 ettari e ospita oltre 220 diverse specie di animali. Il Bioparco raccoglie in sé tutte le caratteristiche positive di cambiamento rispetto all’antica maniera di detenere in cattività le specie animali selvatiche. Mentre un tempo gli zoo esistevano solo per esibire al pubblico
animali esotici sottraendoli dai loro ambienti naturali, i giardini zoologici moderni perseguono obbiettivi radicalmente diversi e decisamente più rispettosi della salvaguardia della natura.
Innanzitutto sono presenti nel Bioparco solo animali nati in cattività (e quindi difficilmente riadattabili alla vita selvatica) o animali sottratti al commercio illegale di specie selvatiche. La battaglia di pseudo-ambientalisti che propugnano la chiusura degli zoo (o dei grandi acquari) per liberare gli animali in natura è assolutamente

giovedì 28 agosto 2014

Peyrieras reserve - Madagascar Exotic (ENG)

The visit of the reserve of Peyrieras or Madagascar Exotic of Marozevo is highly recommend when you go  to the east coast of Madagascar. It is located 72 km from the capital inside the green forest of  Mandraka. The naturalist who created this reserve is André Peyrieras, a researcher who is passionate of Malagasy biodiversity and does not count the time to study
it. It is a breeding center hosting some species of reptiles, amphibians, mammals and some insects. The resident mammal of this farm is the Tenrec eucaudatus, an insectivorous well known throughout Madagascar. Up the hill, a small strip of natural forest in the south part of the reserve  gives shelter to sifaka and grey lemurs who have been relocated there due to the degradation of their natural habitat. A cage breeding butterflies like the famous butterfly comet Argema mittrei also distinguish this farm. Butterflies are designated for export. It's fun to touch and take on hands the famous flat geckos like Uroplatus distinguished by

La Réserve Peyrieras - Madagascar Exotic (FR)

La réserve de Peyrieras ou Madagascar exotic  de Marozevo constitue  un étape prépondérante et très recommander quand on descend vers la cote Est de Madagascar. Elle se situe à 72km de la Capitale en passant par la forêt verdoyante de Mandraka. Elle porte le nom du naturaliste qui l’a crée : André Peryieras. Un chercheur qui est passionné à la biodiversité malgache et ne compte pas son temps pour l’étudier.
Cette centre d’élevage abrite un nombre considérable d’espèces de reptile, les amphibiens, mammifère et quelques insectes… Le mammifère pensionnaire de cette ferme est le Tenrec eucaudatus, un animal insectivore très connue partout à  Madagascar. Un peu plus haut dans la colline, une petit lambeau de foret naturel qui se situe dans la partie sud de la ferme accueilli des sifaka et des lémures griseuses qui sont relocalisé là dues à la dégradation de leur habitat naturel.  Un cage de reproduction des papillons comme la fameuse papillon à comète Argema mittrei aussi est distingué dans cette ferme. Les papillons sont destinés à l’exportation. C’est amusant de prendre dans les mains le fameux

giovedì 21 agosto 2014

Andasibe Forest (EN)

Andasibe-Mantadia  national park is located in the eastern part of Madagascar. It is positioned on the road between Antananarivo (the capital) to the coastal town of Tamatave. It is an ideal stop for those who make the long trip to Sainte Marie and  Canal of Panganales.
Visiting this park is a unique experience: it allows to observe the typical ecosystem of Madagascar and its most unique inhabitants. From a tourist point of view, the most interesting part is the Indri Indri Special reserve of  Analamazaotra where you can observe in their natural habitat Indri indri : the main attraction of the park. They are the largest living lemurs and they measure about one meter in height. Their most distinctive feature is their curious and amazing calls you can hear and recognize up to three kilometers away. The Malagasy

sabato 29 dicembre 2012

Andasibe-Mantadia


Il Parco Andasibe-Mantadia è una riserva forestale situata nella parte orientale del Madagascar. Si situa idealmente sulla direttrice che conduce da Antananarivo (la capitale) verso la città costiera di Tamatave, rappresentando la tappa ideale quindi lungo il viaggio che porta verso Ile Saint Marie o il Canale di Pangalanes. Visitando questo parco si compie un’esperienza naturalistica unica, potendo osservare l’ecosistema tipico del Madagascar e alcuni dei suoi abitanti più caratteristici.
La parte principale del parco da un punto di vista strettamente turistico è la Riserva Speciale Indri-Indri o Anamalazoatra dove si possono osservare i celebri Indri-Indri, ai quali spetta la palma di principali attrazioni del parco. Gli Indri-Indri sono i più grandi lemuri viventi arrivando a misurare quasi un metro di altezza. La loro caratteristica più curiosa sono gli incredibili vocalizzi che emettono di continuo e che è possibile riconoscere fino a tre km di distanza. Il nome malgascio di questi animali è babakoto (leggendo la lettera “o” come se fosse “u”) che letteralmente significa “padre del ragazzo”, a causa della leggenda che vorrebbe gli Indri

lunedì 4 febbraio 2008

Pensieri Malgasci

Durante le sei settimane in cui ho girato per il Madagascar e sono stato ospite della missione di Tsiroanomandidy, ho scritto un diario di viaggio. Seguono alcuni brevi episodi ed estratti recuperati tra le numerose pagine che sono scaturite.


Questo è il pianeta Africa, prendere o lasciare. Non esistono compromessi : fame, povertà, allegria, meraviglie della natura e milioni di volti segnati da vite durissime. Ho ritrovato questa gente come l’ho lasciata: un popolo in cammino… lento e stentato, ma in cammino. E questa volta sono in strada anch’io!

Balene! Anzi, megattere! Finalmente il sogno si realizza. I maschi oggi erano in gran forma, e non hanno lesinato salti e acrobazie incredibili per animali di oltre trenta tonnellate. Le femmine, compassate e civettuole, li seguivano senza mostrare troppi entusiasmi. Quello spettacolo di cetacei mi ha divertito al pensiero che, in fondo, non si tratta altro che dello stesso comportamento che nei millenni i maschi di tutte le specie animali hanno selezionato nella fase che precede l’accoppiamento… specie umana compresa! Chiamasi esibizionismo.


Questa mattina, essendo brutto tempo, mi sono recato sulla spiaggia a raccogliere conchiglie. Si sono unite a me, spontaneamente, tre bambine malgasce incuriosite da quello strano “vazaha” (straniero) intento a raccogliere qualcosa per loro senza valore e comune quanto la frutta sugli alberi. Subito è iniziato un nuovo gioco, ovvero porgere al tizio bianco conchiglie sperando che le accettasse e le riponesse nella noce di cocco porta-oggetti. Ad un certo punto ci siamo trovati lungo un tratto di battigia dove le onde erano forti, l’acqua alta e a fatica si riusciva a rimanere in piedi. La più piccola si è messa a piangere non riuscendo a proseguire oltre. Mosso a compassione l’ho presa in braccio e lei, sentendosi finalmente al sicuro, ha smesso di piangere. Un pensiero che subito mi è saltato alla mente è che sarebbe bello con la stessa facilità di quel gesto risolvere alcuni dei terribili problemi che affliggono il Madagascar […].
A questo episodio ho pensato anche in seguito. E la conclusione è che offrire il proprio contributo in realtà è veramente facile come prendere una bambina in braccio. Due soli esempi: per mandare a scuola 250 bambini per un mese sono “sufficienti” 30 euro; per completare la costruzione dell’unica scuola di un villaggio mancano “solo” i 70 euro necessari alla realizzazione del tetto. Eppure, quei 250 bambini e quel villaggio rimarranno senza scuola, perché quei soldi non ci sono.


Mi trovo in piena notte presso un distributore di benzina, piegato sotto il peso del mio zaino, fermo su un marciapiede intento a scrivere il diario quotidiano, in attesa di un fantomatico mezzo di trasporto di passaggio che, tra parentesi, ho già pagato. La mia situazione è di per sé assurda, soprattutto perché si basa su una sconsiderata fiducia verso africani che nemmeno conosco. Ma la situazione diventa improvvisamente interessante e divertente. Il luogo dove sono è un vero e proprio crocevia di auto, autobus, bambini che vendono ciambelle fritte e frutta colorata riposta su vassoi di legno adagiati sulla testa, una vera e propria folla di vagabondi che bighellona senza uno scopo preciso. Superato l’iniziale momento in cui tutti mi vedevano come un potenziale acquirente delle cose più impensabili, le relazioni si sono evolute in una direzione imprevista. Tutti a turno si sono avvicinati chiedendo chi fossi, che ci facessi lì, dove fossi diretto. L’attesa è durata oltre due ore, è quindi facile immaginare quante persone io abbia potuto conoscere! Le persone più anziane hanno cominciato a disquisire e scommettere tra loro se fossi riuscito o meno a prendere il mio trasporto, i bambini delle ciambelle di loro iniziativa si sono prodigati a chiedere a tutti i bus di passaggio dove fossero diretti e se ci fosse una prenotazione di un bianco, alcune ragazzette si sono proposte in sposa, i venditori più creativi hanno cercato nuovi articoli, ancor più surreali, che mi potessero interessare… Ero una vera e propria celebrità!
Per completezza di cronaca: dopo due ore e mezza di attesa è arrivato il mio passaggio, carico di enormi bagagli, un divano ed una motocicletta.


Sono arrivato alla missione e del mio contatto (Goffredo) nemmeno l’ombra. Tra l’altro mi sarebbe piaciuto trovarlo, perché ci sono arrivato accompagnato su una moto da trial da un tizio della città che andava nella stessa direzione, e il vedermi arrivare in quel modo sarebbe risultato certo spettacolare. In questo modo però ho avuto l’occasione di inserirmi magnificamente, facendo salti mortali con il mio francese e imparando le parole chiavi malgasce. Ad esempio oggi sono stato con una micro - suorina malgascia più larga che alta in un villaggio chiamato Miandrarivo, che nella lingua locale credo significhi “villaggio alla fine del mondo”, perché per arrivarci abbiamo dovuto seguire una lunga e impraticabile pista polverosa, e le case si trovano letteralmente disperse in mezzo al nulla, senza corrente elettrica né acqua potabile. Ero il secondo bianco che varcava le soglie di quel villaggio, e molti dei bambini (che avevano mancato per la giovane età il bianco precedente) non mi hanno staccato gli occhi di dosso per tutto il tempo.


Questa la devo scrivere: c’è una donna a Tsiroanomandidy che da 8 anni attende in prigione di essere processata per un furto di banane. Una vita distrutta a causa del fatto che qua il sistema giudiziario è sommario e inefficace.
Questo paese è strano. L’apparenza è quella di un luogo dove sembra impossibile poter vivere male: pieno di risorse, posti meravigliosi, dove la natura distribuisce generosa i suoi frutti. Invece la società è poverissima: non esiste sanità pubblica, scuole decenti, giustizia, le malattie sono molto diffuse, le vie di comunicazione sono in condizioni agghiaccianti. Mi ero convinto dai viaggi precedenti che in Africa si dovessero considerare due livelli: quello superficiale, dell’apparenza, in cui questi paesi mostrano il peggio di sé e suscitano il rigetto da parte di noi “ricchi”. Il livello più profondo invece è quello della gente, delle relazioni umane, della natura più incredibile del mondo, della musica, delle danze e dell’allegria perpetua. Qui forse le sono più complesse, ed è difficile demarcare un limite netto tra dolore e gioia, meraviglia e disgusto.
(Testo scritto nel Luglio 2005)
M.L.