Quando
ero impegnato nello studio della filiera pataticola nel distretto di Kilolo, in
Tanzania, ho avuto modo di saggiare tutte le fasi che interessano la produzione
di questo tubero, dalla coltivazione alla commercializzazione e trasformazione “industriale”. Durante
la stagione secca la coltivazione delle patate è ristretta alle aree di
fondovalle, dove rimane costantemente un livello di umidità utile alla
coltivazione. Nel raggiungere questi appezzamenti di terreno al seguito degli
agricoltori, ho potuto constatare di persona quanto scoscesa fosse la discesa all’andata
e ripida la salita al ritorno, sudandomi duramente questa fase dello studio. Le
strade dove arrivavano i camion per la raccolta delle patate si trovavano sulle
sommità delle colline, in molti casi ad alcune centinaia di metri di dislivello
dai campi di fondovalle. Il dubbio che immediatamente mi ha assalito è stato: “Ma
come diavolo fanno a trasportare i sacchi di patate fino a lassù?”. Gli
agricoltori hanno convenuto che fosse un lavoro pesante per cui per il
trasporto dei sacchi di patate (del peso medio di cento chilogrammi) assumevano
dei lavoratori a giornata. I sacchi erano così pesanti che per caricarli sulle
spalle occorrevano altri due lavoratori che li sollevassero,
martedì 20 novembre 2012
domenica 14 ottobre 2012
Zanzibar, Anno 1690
Finalmente,
di prua, apparve Unguja. Il gruppo comprendeva altre due isole più piccole,
Pemba e Latham, ma quando i marinai parlavano di Zanzibar, di solito si
riferivano a quell’isola. Era sormontata da una massiccia fortezza, costruita
con blocchi di corallo bianco scintillante che splendevano al sole come un
iceberg. I bastioni erano fitti di potenti cannoni. [...] Lo
specchio d’acqua era congestionato da una massa d’imbarcazioni munite di alberi
a prora e a poppa, ancorate in un disordine incredibile. Alcuni dei dhow oceanici erano grandi come la Seraph: appartenevano ai commercianti
giunti fin lì dall’India, da Muscat e dal mar Rosso. Non c’era modo tuttavia di
capire se fossero pirati: probabilmente lo erano tutti, se si presentava
l’occasione. […]
Passando
sotto la fortezza, ammainò i suoi colori in omaggio al rappresentante del
sultano, poi diede fondo al limite della gittata delle batterie di cannoni.
Aveva imparato da tempo a diffidare anche del più caloroso e aperto benvenuto
di quello staterello africano.
Non
appena furono ancorati, uno sciame di piccole imbarcazioni si fece avanti per
salutarli, offrendo merci per alimentare qualunque vizio o esigenza, dalle noci
di cocco verdi agli involti di foglie e fiori di bhang, che erano una droga, dai servizi sessuali di schiavetti e
schiavette dalla pelle scura agli aculei di porcospino pieni di polvere d’oro.
[…]
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mercoledì 10 ottobre 2012
Prima Marcia della Pace di Forlì-Cesena
Nel
2012, alla tradizionale marcia della Pace Perugia-Assisi, si sono aggiunte
anche quelle di Forlì-Cesena, Lodi, Crema, Pavia, Siena e Milano. Come se il
popolo italiano volesse gridare il suo bisogno di Pace sempre più forte. Il
sito del Tavolo della Pace titolava: “Scommettiamo che faranno tutti finta di
niente?”. E così puntualmente è stato. Domenica 7 Ottobre 2012 si è svolta la
prima marcia della Pace della Provincia di Forlì-Cesena. I giornali locali
cartacei e online hanno snobbato questo importantissimo evento, ed il buon
successo è stato assicurato solamente dal passaparola e dal tam tam attraverso internet.
La
marcia è stata intitolata ad Annalena Tonelli ed Ernesto Balducci, giganti
della cultura di Pace e cooperazione fra i popoli.
Il
tragitto prevedeva il primo tratto in bicicletta tra Forlì e Forlimpopoli, e
poi gli ultimi 5 km a piedi da Forlimpopoli a Bertinoro, un luogo che sta alla
Romagna come Assisi sta all’Umbria. Bertinoro infatti si candida a baluardo romagnolo della Pace tra i popoli
e le religioni, essendo la sede del Museo Interreligioso e dei corsi
organizzati dai mediatori di Pace, ideale rilettura in chiave moderna della sua
tradizione di ospitalità verso i forestieri.
La Carica dell'Elefante
Giugno
2000, un turista inglese in vacanza in Kenya, presso il famoso parco Masai
Mara, commette l’azzardo di allontanarsi all’alba dal campo tendato presso cui
era alloggiato. Nel tentativo di scattare una fotografia ad un gruppo di
elefanti viene assalito e travolto dalla matriarca. Gennaio 2001, al Ruaha
National Park una “Peace Corp” americana viene travolta dalla carica di un
elefante dopo che si era allontanata dal veicolo su cui si trovava per scattare
alcune fotografie. Luglio 2007, Patrick Smith e la moglie Julie vengono
attaccati da un enorme elefante maschio all’interno del Masai Mara in Kenya.
Julie si salva, ma per Patrick non c’è scampo.
Ottobre 2009, Anton Turner viene ucciso nel corso di un attacco di un
elefante in Tanzania mentre accompagnava una troupe inglese della BBC che aveva
lo scopo di girare un documentario sulla vita di David Livingstone. Giugno
2010, Sharon Brown e la piccola Margaux vengono uccise dalla carica di un
elefante solitario nei pressi del monte Kenya.
Luglio 2010, una donna romana di 63 viene attaccata ed uccisa da un
branco di elefanti anni mentre prendeva parte insieme al marito ad un safari a
piedi nel nord della Tanzania.
Questi
sono alcuni (ma la lista sarebbe ben più nutrita) degli eventi tragici che riguardano
attacchi mortali sferrati da elefanti nei confronti di turisti. Non c’è una
statistica sugli attacchi nei confronti delle popolazioni locali, ma l’elenco è
sicuramente più lungo.
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sabato 22 settembre 2012
Tecnologia InformAfrica
La
capacità di utilizzare un computer e di accedere al web sono divenute
requisiti essenziali anche per chi vive
e lavora in paesi poveri. Esse permettono inoltre, a chi opera nell’ambito
della cooperazione, di trasmettere
informazioni e immagini in tempo reale e di mantenere costantemente aperto un
canale di comunicazione nei confronti di
partner e collaboratori esteri. Senza
questa opportunità il lavoro di associazioni come VolontariA, che si avvale nei
paesi in cui opera esclusivamente di operatori locali, non sarebbe assolutamente
possibile.
Grazie
all’aiuto di Riccardo Ruffilli, Maurizio Da Ros e Nicola Battistoni di
Informatici senza frontiere, ed alla generosità di Vanni Ricciardi e Fabio Malagoli, è stato possibile reperire 4 computer portatili che
sono stati consegnati ai nostri referenti di progetto in Kenya e Tanzania.
Crediamo che questo permetterà un salto di qualità del loro lavoro. VolontariA
si è impegnata a finanziare corsi di informatica e di lingua inglese anche per
gli altri collaboratori, in modo da poter ampliare la cerchia di lavoratori in
grado di svolgere un lavoro qualificato ed essenziale come quello delle
relazioni internazionali e della comunicazione.
| Patrick Muthui, del Centro per Anziani di Wajir (Kenya) |
| John King'ori, del Centro per Anziani di Wajir (Kenya) |
| Spinola Matamwa, della Bomalang'ombe Village Company (Tanzania) |
![]() |
| Virgilio Kihwele, del CEFA Bomalang'ombe (Tanzania) |
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Wajir
mercoledì 22 agosto 2012
Il Diario dei Turisti Responsabili
Di seguito alcune parti del diario scritto dal gruppo di Trento nel corso del viaggio in Tanzania di Luglio.
Partiamo da Iringa alle ore
7.30, dopo aver acquistato farina e zucchero per la Primary School. Affrontiamo
una strada sterrata con buche. Molte sono le persone che camminano lungo la
strada; indossano vestiti multicolori e si recano alla messa. Le moto, le bici e
le teste delle donne sono anche mezzi per il trasporto di merci (legna, sacchi
di farina e taniche di acqua). Ad un certo punto l’ambiente diventa verde sia
per le coltivazioni come granoturco, piselli, patate, sia per la vegetazione
che cresce nei boschi (eucalipti, pini con aghi lunghi e sottili). Arriviamo a
Bomalang’ombe alle 10.30 per assistere alla Messa: molto commovente la
partecipazione della popolazione al rito, con balli e canti, il parroco che sta
in mezzo alla chiesa durante la predica e ci invita a presentarci alla
comunità.
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lunedì 13 agosto 2012
Radio Shabelle
Abdu Jeylani Marshale era un comico radiofonico
molto conosciuto in Somalia. E’ stato ucciso il 6 agosto mentre tornava a casa,
giustiziato con un colpo alla nuca ed uno al torace.
Ahmed Ado Anshur era il conduttore di un talk
show serale molto popolare. E’ caduto in un agguato di miliziani mentre si
recava al lavoro, nella sede della radio a Mogadiscio.
Questi in ordine cronologico sono gli ultimi due
operatori di Radio Shabelle a trovare la morte a causa del loro lavoro.
Da quando Radio Shabelle è stata fondata, nel
2002, dieci suoi collaboratori sono stati barbaramente uccisi. Tra questi anche
due suoi direttori hanno perso la vita.
I motivi, se mai un omicidio può trovare una
giustificazione, sono il dissenso verso le milizie fondamentaliste di Al
Shaabab o le critiche che vengono rivolte al governo di transizione, colpevole
di corruzione e appropriazione degli aiuti umanitari che abbondanti giungono in
Somalia.
![]() |
http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/05/foto/radio_shabelle_voci_dalla_paura-29385251/1/
|
Radio Shabelle è l’ultima voce dell’informazione
libera rimasta in Somalia, e come tale viene continuamente sottoposta a
minacce, attentati e ritorsioni.
sabato 21 luglio 2012
Storie di Successo
Abbiamo appena ricevuto da Wajir alcune storie che raccontano il
buon esito raggiunto dalle attività generatrici di reddito promosse tra gli
anziani del Centro. Il tono della comunicazione inviataci è giustamente pieno di
orgoglio. I volontari e gli operatori del Centro Diurno per Anziani di Wajir
stanno lavorando in un contesto durissimo. Alle difficoltà legate alle promozione
di attività agricole e produttive in una zona siccitosa e desertica come quella
di Wajir, si è aggiunto il clima di insicurezza e di violenza derivante dai
continui attentati degli Shabaab, i fondamentalisti somali impegnati senza
sosta a destabilizzare il Kenya.
Queste storie di successo rappresentano motivi di soddisfazione assolutamente fondamentali per andare avanti in condizioni ambientali così complicate.
La prima storia è quella di una nonna del centro, che ad
Agosto 2011 ha beneficiato di una somma per stabilire un piccolo punto vendita
presso il suo quartiere. Le vendite sono andate bene da subito, e la sua
famiglia ha cominciato a beneficiare di una piccola ma costante fonte di
reddito.
venerdì 13 luglio 2012
Turismo Responsabile in Tanzania: Intervista
Intervista radiofonica trasmessa il 12 Luglio dall'emittente online "Afriradio", in cui Francesca spiega in cosa consiste la proposta di Turismo Responsabile in Tanzania di VolontariA e T-Erre.
lunedì 18 giugno 2012
Essere Bambini a Wajir
Propongo due brevi reportage trasmessi alcuni mesi fa da una televisione kenyana. Raccontano storie di bambini, e attraverso esse testimoniano cosa significhi vivere a Wajir.
Il primo video mostra la difficoltà dell’approvvigionamento idrico durante la siccità verificatasi alla fine del 2011 in tutto il Corno d’Africa. Spesso il rifornimento dell’acqua è affidato ai bambini, che sono costretti a percorrere fino a 25 km per raggiungere il punto di abbeverata più vicino. E’ questo il caso di Ayub Mohammed al quale a soli 7 anni spetta la responsabilità del trasporto dell’acqua e quindi della sopravvivenza della madre e dei fratellini.
Il secondo video racconta la storia di un ragazzo ipovedente, Mohammed Abdikerr, e delle difficoltà che incontra a scuola a causa della sua menomazione. Anche i cinque fratelli mostrano i sintomi della malattia agli occhi di Mohammed, ma a differenza sua non vanno a scuola. Ma le immagini documentano anche le condizioni della scuola di Mohammed, dove cinquecento ragazzi sono gestiti da solamente quattro eroiche insegnanti.
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