mercoledì 20 novembre 2013

Gli uomini pianificano, Dio ride

Sulla bacheca dell'ufficio della Bomalang'ombe Village Company campeggia da tempo immemore un'illustrazione di un anonimo genio che racconta i vari punti di vista di un progetto di sviluppo. E' un monito umoristico sui rischi che si corrono quando ci si trova ad aiutare la gente, ma credo che questo avvertimento possa essere esteso ad ogni attività lavorativa. 

HISTORY OF A PROJECT
STORIA DI UN PROGETTO

As proposed by the Project sponsor
Come viene proposto dal donatore

sabato 9 novembre 2013

Disabilità o Superpoteri?

Alzi la mano chi è in grado di percorrere 4.000 Km in bicicletta. Io no di certo, nemmeno con un anno a disposizione. Norberto De Angelis c’è riuscito in 80 giorni. Nel 2009 questo straordinario sportivo ha attraversato da est a ovest gli Stati Uniti lungo la celebre “Route 66”. Un’impresa notevole per un buon ciclista, un successo eccezionale se si pensa che Norberto l’ha realizzato con la sola forza delle braccia. Norberto è sempre stato uno sportivo sopra la media, arrivando addirittura a militare nella nazionale italiana di football americano. Durante un periodo di volontariato in Africa è rimasto coinvolto in un incidente stradale che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Da quel momento in poi è iniziata una nuova vita che, grazie alla sua straordinaria forza di volontà e ad un pizzico di tecnologia, è stata  ricca di imprese sportive ancor più clamorose delle precedenti. Oggi Norberto è tornato in Tanzania, il paese che è stato teatro del suo dramma personale, per raggiungere un nuovo traguardo. La traversata di questa nazione (750 Km) in handbike prestando la propria immagine come testimonial alla campagna del CEFA “Less is More”, un’iniziativa per la creazione di opportunità professionali per i diversamente abili della Tanzania.
Cliccando su questi link trovate il video di presentazione dell’impresa di Norberto in italiano ed in inglese. Sul sito del CEFA trovate tutte le info relative al progetto “Less is More” e gli aggiornamento relativi al viaggio di Norberto.
Alzi la mano chi desidera diventare una star della musica, famosa ed

domenica 20 ottobre 2013

Tingatinga

Una strada polverosa e sconnessa, clacson e grida, baracche di legno, odore di vernice … dalla descrizione non sembra un luogo attraente, eppure è la meta più famosa di Dar es Salaam. E’ la cooperativa dei pittori di tingatinga, lo stile pittorico più originale d’Africa.
I colori sgargianti e netti, le figure caricaturali e la grande varietà di rappresentazioni contraddistinguono questa corrente artistica che spicca nettamente nel panorama espressivo africano. Quando un turista acquista un tingatinga ha sempre l’impressione di essersi aggiudicato un’opera d’arte, non un souvenir.
Questo stile particolarissimo nasce grazie alla creatività del suo inventore, Edward Saidi Tingatinga. Tingatinga nasce nel 1932 in un piccolo villaggio della Tanzania meridionale presso  una famiglia contadina e povera come tante in Tanzania. Le condizioni disagiate della famiglia non gli consentono di studiare, e dopo

sabato 5 ottobre 2013

Annalena: L'Eredità di un "Nessuno"

A dieci anni esatti dalla morte di Annalena l'UNHCR pubblica un nuovo video che ripercorre le tappe della sua vita attraverso filmati originali e interviste a persone che l'hanno incontrata nel corso della sua opera missionaria in Kenya e Somalia. Un video emozionante che ci racconta la storia di un gigante del nostro tempo, la cui importanza è riconosciuta con chiarezza in giro per il mondo ma che al contrario in Italia non ha (ancora) ricevuto il tributo che merita.

lunedì 23 settembre 2013

Con Chi la Pace non l'ha mai Conosciuta

Nella settimana di avvicinamento ad un grande evento di Pace come la Marcia della Pace della Romagna e mentre è in corso un immane atto di violenza, l’attacco dei terroristi Shaabab ad un centro commerciale di Nairobi, non riesco a non pensare a chi ogni giorno della propria vita desidera ardentemente l’uno e si trova costantemente a vivere l’altro.
Nella nostra società parlare di Pace in molti casi significa dissertare di argomenti astratti e filosofici, mentre al mondo ci sono persone per cui questo valore ha un significato ben preciso e concreto. E in questo senso nei nostri cuori la popolazione di Wajir occupa senz’altro il primo posto. Un popolo duro che si è scelto leggi severe e che vive in un ambiente ostile. Un popolo che a causa dei conflitti è ancora costretto a fronteggiare i nemici atavici dell’umanità: la fame, la carestia, l’analfabetismo e la malattia.
I conflitti interclanici che da sempre martirizzano le genti somale

martedì 10 settembre 2013

Grazie VolontariA, ma...

Il video che segue è dedicato a tutte le persone che sostengono VolontariA. Esso documenta la festa che la scuola primaria di Mwanzala ha organizzato per il gruppo in visita nel mese di Agosto. Questa scuola è nata per accogliere gli studenti in esubero dalla scuola primaria di Bomalang'ombe, che ormai ha raggiunto e superato le mille unità. VolontariA ha contribuito attivamente alla sua costruzione, e la scuola ha voluto dimostrare la propria gratitudine in questo modo. Alla festa hanno partecipato anche le autorità di villaggio e molti genitori dei ragazzi. Alla festa eravamo presenti solo in tre, ma era come se al nostro fianco ci foste tutti voi.

Eppure c'è anche un ma. Purtroppo la scuola di Mwanzala

domenica 18 agosto 2013

Un Uomo di Pace - Un Homme de Paix - A Man of Peace - Mtu wa Amani

Non c’è che una sola cima in punta a una montagna, ma i sentieri per raggiungerla possono essere diversi. Considero il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam come tre fratelli di una famiglia poligama, dove c’è un solo padre, ma dove ogni madre ha cresciuto suo figlio secondo i propri costumi. Ogni moglie parla del marito e del figlio secondo la propria concezione.

Amadou Hâmpaté Bâ, discorso pronunciato nel 1961 sul Monte Sion dopo aver pregato per la pace nel mondo insieme ad un prete cattolico ed un rabbino ebreo.

Il existe un pic unique au sommet d’une montagne, mais les chemins pour y arriver peuvent être différents. Je considère que le Christianisme, le Judaisme

sabato 10 agosto 2013

Il Sito Archeologico di Isimila

Il sito archeologico di Isimila è situato a circa 20 Km di distanza dalla città di Iringa, lungo la strada che la collega a Mbeya. Situato sul fondo di un’ampia vallata, occupa una superficie di 33 ettari che anticamente costituivano il letto di un lago. Il sito è stato scoperto nel 1951 e nel corso degli scavi che si sono succeduti negli anni ha rivelato la presenza di numerosa di animali del Paleolitico  ed una concentrazione straordinaria di pietre intagliate a foggia di coltelli, martelli, asce e punte di frecce. Questi reperti sono stati datati in un periodo compreso fra 60.000 e 70.000 anni fa e appartennero ad antichi cacciatori delle specie Homo habilis e Homo erectus.
Gli archeologi si sono arrovellati per decenni intorno alla spiegazione di una così inconsueta quantità di manufatti in una superficie relativamente modesta. La teoria più accreditata vuole che Isimila rappresentasse una specie di armeria dell’età della pietra. Infatti sono stati rinvenuti reperti in cumuli a poca distanza l’uno dall’altro. In corrispondenza

lunedì 29 luglio 2013

L'Africa di Moravia

Alberto Moravia ebbe una bruciante e insaziabile passione verso l’Africa. Insieme alla compagna Dacia Maraini visitò, tra il 1962 e il 1979, una quindicina di nazioni africane alcune delle quali furono meta di più di un viaggio. Nei tre volumi Passeggiate Africane, A quale Tribù appartieni? e Lettere dal Sahara sono raccolti i diari compilati nel corso dei loro viaggi. A questi viaggi parteciparono anche altri artisti come Pasolini e Maria Callas. Nei confronti delle popolazioni locali Moravia adottò un approccio di tipo antropologico, descrivendone dettagliatamente tradizioni, abbigliamento e stili di vita. L’aspetto più interessante di          questi scritti risiede nel fatto che Moravia fu in grado di compiere una vera e propria lettura esegetica delle realtà che incontrò, la cui interpretazione lo portò a formulare un tema che ricorre costantemente in tutti i suoi testi. Egli era convinto infatti che l’Africa fosse rimasta preistoria, perché in Africa la storia non si frappone tra l’uomo e la Natura. E la preistoria incute una paura ancestrale nell’uomo.  Secondo Moravia la paura ed il mal d’Africa sono lo stesso sentimento che viene provato ad intensità diversa dagli africani e dagli europei.
Il mal d’Africa è un fascino con un fondo

lunedì 24 giugno 2013

Misy Andro Miavaka

Conservo molti ricordi indelebili del meraviglioso viaggio a zonzo per il Madagascar di otto anni fa. Uno dei più nitidi mi riporta a Tsiroanomandidy quando ogni sera sedevo insieme ai ragazzi che a vario titolo abitavano la missione (per lo più studenti e seminaristi) ascoltando rapito le canzoni che accompagnavano la preparazione del loro pasto. Una di queste canzoni  mi piacque così tanto che chiesi di loro di cantarla davanti alla mia fotocamera digitale impostata nella funzione di videoregistrazione e di scrivermi il testo. Non volevo dimenticare quella melodia capace di infondere in me allegria e serenità. Purtroppo il testo andò perduto nel corso dei numerosi traslochi che si susseguirono negli anni. O almeno così credevo fino a pochi giorni fa, quando il foglietto recante il testo di quella canzone è riapparso dal nulla tra le pagine di un vecchio quaderno per appunti. Finalmente video, musica e testo si sono potuti incontrare di nuovo ed ho potuto constatare che il loro potere di emozionarmi si è conservato intatto.

 

Misy andro miavaka
Natolotry ny taona mifan